News

Il Text-to-Speech e l’AI diverranno parte integrante nelle strategie di studio dei più giovani?

Che i cosidetti “Read-Aloud Tools” ovvero i sistemi di lettura ad alta voce, supportati dall’AI siano considerati da sempre utili strumenti per chi ha problemi di apprendimento e dislessia non è certo una novità. Specie in un paese come l’Italia dove in meno di 10 anni i ragazzi in età scolare dislessici sono più che triplicati.

Oggi tuttavia, l’Intelligenza Artificiale e i suoi impieghi per rielaborare testi, immagini, video e ibridarne la forma, il senso e la sostanza (basti pensare alla sintesi o alla costruzione di testi o all’accesso a fonti prima impossibili causa barriera linguistica) diventano strategie di studio e apprendimento che amplificano da una parte le capacità di chi vuole apprendere, e abbreviano dall’altra la strada a chi da sempre cerca scorciatoie.

Per questo si è aperto un dibattito molto significativo su come gli adolescenti e gli insegnanti non condividano affatto le stesse preoccupazioni: i primi vedono solo le opportunità, i secondi temono per le abilità cognitive e la salute mentale dei giovani del prossimo decennio.

A dirlo, due sondaggi dell’EdWeek Research Center. Solo un quarto dei ragazzi ha sensazioni negative sull’impatto dell’IA, contro il 69% degli insegnanti.  Certo, cyberbullismo, troll e deepfakes sono rischi reali e già testati. Ma vale la pena forse superare certe ansie per approcciarsi all’IA: tutti gli strumenti oggi in evoluzione per una sempre migliore user experience, dalle “virtual class” alle formule immersive di realtà virtuale o ai sistemi avanzati di Conversational AI basati su chatbox o assistenti virtuali sempre più intelligenti e interattivi, sono in realtà anche un modo per garantire maggiore accessibilità a informazioni altrimenti non sempre alla portata di tutti.

Audioboost oggi consente a circa un 3% dell’audience online di accedere a contenuti letti ad alta voce, andando a migliorare costantemente la qualità vocale, il ritmo e l’alternanza delle voci così da non “annoiare” l’ascoltatore. Lo facciamo grazie a GIAVA il programma di Generative AI Voice che ha elevato moltissimo l’espressività di lettura e le varie combinazioni possibili di  sintetizzazione vocale dello Speakup-Article™. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto